La Canzone Napoletana
La canzone napoletana agli inizi del '900
I primi veri tre grandi poeti della nobile canzone napoletana ebbero i natali a Napoli, mentre l'aggiunto per scommessa, era nativo di Pescara:
Salvatore Di Giacomo (12/3/1860 - 3/0/1934),
Ferdinando Russo (23/11/1866 - 30/1/1927),
Roberto Bracco (19/9/1858 - 30/4/1943),
Gabriele D'Annunzio (Pescara 12/3/1858 - 1/3/1938).
A questo gruppo di grandi si aggiunsero poi altri interpreti dell'animo del popolo detti canzonieri, perchè erano poeti d'istinto, non letterati e quindi lontani da qualsiasi influenza culturale.
A questo gruppo, su per giù coetanei de Di Giacomo, appartengono questi canzonieri, questi poeti del popolo che ci hanno lasciato alcune tra le più belle canzoni napoletane:
- Giovanni Capurro (5/2/1859 - 18/1/1920) - Poeta dell'immortale canzone: 'O Sole mio, pieno di umorismo, attento osservatore, con i suoi versi velati di malinconia, descrittore dei tipi napoletani, bravo anche nelle macchiette. Altri suoi successi più conosciuti sono: 'O pizzaiuolo nuovo, Quanno mammeta non ce stà, 'A sciantosa, Lilì Kangì, Perì pperò, Totonno 'e Quagliarella, Fili d'oro.
- Pasquale Cinquegrana (21/4/1850 - 27/4/1935) - Poeta molto amato dal popolo, semplice ed onesto come ha sempre vissuto da bravo maestro elementare. I suoi successi più significativi sono: 'E bersagliere, Furturella, Ndringhete ndrà, Muntevergine, 'A cura 'e mamma. Scrisse anche macchiette di successo, come: 'O rusecatore, Don Saverio, 'O mbricato 'O sbruffone, 'O bizzuoco fauzo.
- Giambattista De Curtis (20/7/1860 - 18/1/1926) - Poeta pittore e musicista, nelle sue canzoni sempre la voce della sua Sorrento. I successi più noti: Torna a Surriento, Carmela, Ninuccia, 'A picciotta, 'A surrentina, I' m'arricordo 'e te, ecc.
- Vincenzo Russo (16/3/1876 - 11/6/1904) - Un sincero e spontaneo poeta della canzone, poco istruito, ma sensibile e lirico come non mai, morì giovanissimo e il destino rubò a questa città uno dei suoi più sensibili poeti, un vero figlio che poteva cantar in versi ancora tutto il sentimento della sua gente. I suoi successi immortali: Maria Marì, Io te vurria vasà, 'A serenata d'e rrose, Torna maggio, Canzone bella, L'urdema canzona mia.
- Aniello Califano (19/1/1870 - 20/2/1919) - Canzoniere e poeta prolisso, studente in ingegneria, anche lui cantava con amore la sua Sorrento. I successi sono: 'A surrentina, Serenata a Surriento, Ninì Tirabusciò, 'O mare e' Margellina, Mandulinata a mare, Tiempe belle, 'O surdato nnammurato, ecc.
- Gennaro Ottaviano (25/7/1874 - 13/9/1936) - Un garzone di vinaio, ma offriva vino genuino profumato di poesie e canzoni. Il suo grande successo mondiale: 'O marenariello, ecc.
- Giuseppe Capaldo (21/4/1874 - 25/8/1919) - Spontaneo e genuino cantore dell'anima napoletana, morì giovane lasciando tanti successi: Comme facette mammeta, Ll'arte d''o sole, 'A tazza 'e cafè, 'E llampadine, ecc.
Dopo il 1799 fra la plebe e la media e colta borghesia, si era creato un baratro insanabile, che nemmeno il nuovo assetto politico, economico e sociale dell'unità d'Italia riuscì a sanare. Questo miracolo fu operato solo dalla canzone napoletana che portò il dialetto della plebe nei saloni dell'alta e colta borghesia facilitandone, così, il dialogo interrotto dopo che la plebe aveva ferocemente decapitata la cultura partenopea sui patiboli della città con la fine della Repubblica Partenopea.
Napoli aveva ritrovato la sua armonia interiore ed esteriore solo attraverso le sue più belle canzoni e la manifestava nella festa di Piedigrotta dove il popolo si ritrovava unito nella felicità e nel canto.
In questo clima di ritrovata fiducia Napoli preparava il terreno per la rinascita della canzone popolaresca napoletana, ma soprattutto per l'arrivo tanto atteso e sperato della canzone napoletana nobile d'autore.
Nascono i primi editori musicali: Bideri, Ricordi, Santojanni, Pierro, Ceccoli, ecc. e all'ombra del grande poeta Salvatore Di Giacomo nascono una miriade di poeti e melodisti che compongono a gara nuovi canti per cercare di esprimere, poi, con le loro canzoni, il sentimento di questa città.
Valenti musicisti diedero una mano ai grandi poeti per la nascita della canzone napoletana d'autore: un primo guppo era composto da grandi e bravi misicisti come P. Mario Costa, F. Paolo Tosti, Enrico De Leva, Luigi Denza, Vincenzo Valente, Ernesto De Curtis.
Il secondo gruppo di coetanei di S. Di Giacomo e appellati « canzonieri » avevano, invece, maestri come: Eduardo Di Capua, Salvatore Gambardella, Vincenzo Di Chiara, Giambattista De Curtis, Giuseppe Capolongo, senza tener conto di tanti altri minori.
Il periodo più importante della Canzone Napoletana va dal 1880 al 1910 ed ebbe come protagonisti poeti e musicisti innanzi ricordati; ma nuovi autori, nel rispetto dei grandi, si cimentarono ad aprire nuove strade a detta autentica melodia partenopea.